Chirurgia e covid-19: sottoporsi all’intervento chirurgico ai tempi della pandemia | Casa di Cura Andrea Grimaldi

 

Lei o una persona cara potrebbe in questo particolare periodo programmare o essere in attesa o essere costretto ad un intervento chirurgico urgente.
Si comprende che questa eventualità rappresenta per tutti un evento molto stressante e che potrebbe sollecitare molti quesiti.
Peraltro la pandemia ha prodotto implicazioni finanziarie sui sistemi sanitari e sulla gestione della forza lavoro chirurgica.
28 milioni di interventi chirurgici annullati in tutto il mondo nelle prime 12 settimane della pandemia, per colpa del coronavirus
In Italia si stima siano stati cancellati oltre 600.000 interventi chirurgici, di cui quasi 50.000 di chirurgia oncologica maggiore.
Queste cancellazioni creeranno un arretrato che dovrà essere smaltito alla fine del periodo di blocco causato dalla pandemia .
Se dopo la fine del periodo di interruzione del servizio, il SSN aumentasse del 20% gli interventi chirurgici , rispetto all’attività antecedente alla pandemia, ci vorranno oltre 11 mesi per smaltire le operazioni arretrate.
Ogni settimana aggiuntiva di interruzione comporterà la cancellazione di oltre 50.000 operazioni, aumentando ulteriormente il periodo per smaltire.
La pandemia ha provocato e prodotto un sostanziale ritardo diagnostico e di cure, che ha aggravato e spesso complicato gli interventi da eseguire, determinando incremento di morbilità e mortalità.
Il ritardo diagnostico e terapeutico per il trattamento di patologie routinarie come per esempio le ernie inguinali, la calcolosi della colecisti, le neoplasie intestinali, ha determinato la comparsa di complicanze gravi quali lo strozzamento erniario occlusioni intestinali e ulteriore avanzamento della malattia neoplastica e quindi la necessità di eseguire interventi chirurgici più complessi e demolitivi fino alla necessità di interventi ripetuti per il trattamento delle complicanze prodotte.

PIANIFICAZIONE DELL’INTERVENTO CHIRURGICO E NOSTRA ESPERIENZA
Perchè ora è sicuro sottoporsi ad un intervento chirurgico?
E’ in atto un importante recupero post pandemia.
Ai pazienti verrà data la possibilità di ricevere un trattamento chirurgico in totale sicurezza perchè sono stati attivati ed implementati le attività ambulatoriali, i day-surgery, la chirurgia in procedura PAAC
Esistono strutture COVID FREE . Si tratta di ospedali o strutture sanitarie accreditate regionali, prive di casi COVID-19, con reparti, sale operatorie, strutture di degenza come la Clinica Grimaldi .
I dati dimostrano che un intervento in una unità come la nostra possa ridurre il rischio di trasmissione in ospedale.
Potrebbe essere necessario un intervento chirurgico urgente in paziente covid positivo. Questa eventualità viene assicurata da strutture sanitarie regionali dedicate ed individuate per la risoluzione di tali problematiche e che presentano elevati standard di sicurezza per gli operatori e per i pazienti.
Recenti studi confermano un sostanziale incremento della mortalità e della morbilità in pazienti sottoposti ad interventi chirurgici urgenti covid positivi.
Quando sarà eseguito il mio intervento?
L’intervento sarà eseguito quando saranno concluse le operazioni di sicurezza.
Dove si svolgerà il mio intervento?
Gli interventi saranno eseguiti in ambienti progettati per garantire la sicurezza dei pazienti.
Come posso prepararmi per l’intervento?
Potrebbe essere richiesto un periodo di autoisolamento, prima dell’intervento chirurgico e di sottoporsi ai test per identificare un’infezione da COVID-19, tampone molecolare e test sierologico. In caso di positività al virus nella maggior parte dei casi, l’intervento chirurgico sarà differito.
Quando tempo deve passare tra l’infezione da COVID-19 e intervento chirurgico?
E’ opportuno attendere almeno 7 settimane prima di eseguire un intervento chirurgico non urgente in pazienti COVID-19
Come posso proteggermi da contrarre l’infezione?
Se un membro della famiglia ha in programma di sottoporsi ad un intervento chirurgico durante la pandemia da COVID-19 , il team ospedaliero ed il chirurgo discuteranno con i familiari ed il paziente il protocollo da seguire.

RIFLESSIONE CONCLUSIVA
Aprile 2020
Inizio anno horribilis del virus, questo maledetto sconosciuto che si è abbattuto su tutto e tutti con smarrimento generale, che ci ha colti impreparati, a mani nude , se ne sapeva poco anzi niente, anche se poi si è fatto molto per capirne di più.
MAGGIO 2021
Un anno dopo a che punto siamo?
Abbiamo presidi attrezzati, mascherine a volontà, tamponi facili, cure più efficaci, il vaccino anzi 5 vaccini tutti validi variamente distribuiti tra polemiche e contraddizioni, con un’alta percentuale di già vaccinati.
Allora poco o nulla è cambiato?
Ci sono ancora milioni di contagi e di morti, e la Campania rimane ad oggi la più contagiata rispetto al maggio 2020. Rimane quindi alta l’esigenza di relazionarsi con la medicina ufficiale e talora anche con la religione così come nel medioevo e nelle epoche più recenti, per il clima di sfiducia di paura di depressione che si è creato e si ricorre infine all’invocazione di santi allo scopo di chiedere il loro contributo miracoloso nella cura più efficace dell’epidemia.
Santa Rita protettrice delle cose impossibili, San Rocco e San Sebastiano vengono riconosciuti come santi più invocati dai cristiani di religione cattolica in una recente pubblicazione scientifica. dell’Aprile 2021.