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Uomini alzarsi spesso di notte per urinare La nicturia può essere un campanello d’allarme

Uomini alzarsi spesso di notte per urinare

Dormire sei o sette ore di fila senza interruzioni dovrebbe essere la norma, essenziale per rigenerare il corpo e la mente. Eppure, per moltissime persone, la notte si trasforma in un faticoso e continuo viavai tra il letto e il bagno. Questo disturbo, noto in ambito medico come nicturia, è molto più di un semplice fastidio legato all’età: è una condizione clinica che frammenta il sonno, drena le energie diurne e, molto spesso, agisce come prezioso campanello d’allarme per altre patologie sottostanti.

a cura del dott. Francesco Smarrazzo

Che cos’è esattamente la nicturia?

Secondo la Società Italiana di Urologia (SIU), la nicturia è definita come la necessità di svegliarsi una o più volte durante la notte per urinare. Se un singolo episodio per notte può essere considerato tollerabile e fisiologico, specialmente con il superamento dei 50 anni, doversi alzare due, tre o più volte altera drasticamente la qualità del riposo.

Fisiologicamente, il nostro corpo è progettato per produrre un ormone chiamato ormone antidiuretico (ADH) durante le ore notturne. Questo ormone segnala ai reni di concentrare le urine e ridurne il volume, permettendo alla vescica di trattenere i liquidi fino al mattino. Quando questo delicato meccanismo si inceppa, o quando intervengono altri fattori strutturali, si innesca la nicturia.

Le tre grandi categorie di cause

La necessità di urinare di notte non è una malattia a sé stante, ma un sintomo. Le cause principali si possono raggruppare in tre macro-aree:

1. Problemi dell’apparato urinario

Uomini alzarsi spesso di notte per urinare

Nella maggioranza dei casi, la vescica non riesce a immagazzinare l’urina in modo corretto:

  • Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB): Negli uomini, l’ingrossamento naturale della prostata può comprimere l’uretra. La vescica non riesce a svuotarsi completamente durante il giorno (lasciando un residuo) ed è costretta a un superlavoro notturno.
  • Vescica Iperattiva (OAB): Una sindrome comune in entrambi i sessi, caratterizzata da contrazioni involontarie del muscolo detrusore (il muscolo della vescica). Il cervello riceve segnali di urgenza estrema anche quando la vescica è semi-vuota.
  • Infezioni e infiammazioni: Cistiti batteriche o infiammazioni croniche rendono le pareti vescicali ipersensibili e incapaci di distendersi.

2. Cause sistemiche (Poliuria Notturna)

In questi scenari la vescica funziona benissimo, ma sono i reni a produrre una quantità anomala di urina di notte (superiore al 33% della produzione totale giornaliera):

  • Scompenso cardiaco: Il cuore fatica a pompare il sangue. Durante il giorno, i liquidi si accumulano per gravità nelle gambe (edemi). Mettendosi sdraiati di notte, questi liquidi rientrano in circolo e i reni li smaltiscono sotto forma di urina.
  • Diabete mellito scompensato: Elevati livelli di zuccheri nel sangue “trascinano” con sé grandi quantità di acqua nei reni, aumentando la diuresi.

3. Disturbi del sonno e stile di vita

Curiosamente, non sempre ci si sveglia per urinare. A volte si urina perché ci si sveglia. La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è strettamente legata alla nicturia: lo sforzo respiratorio notturno causato dalle apnee inganna il cuore, spingendolo a rilasciare un ormone (il peptide natriuretico) che ordina ai reni di espellere acqua. Inoltre, abitudini come bere troppi liquidi dopo cena, o consumare alcolici e caffeina (che sono irritanti vescicali e diuretici naturali), peggiorano il quadro.

I rischi del “mal riposo”

Sminuire la nicturia derubricandola a “conseguenza normale dell’invecchiamento” è un grave errore medico. La privazione cronica di sonno innesca un circolo vizioso: calo della concentrazione diurna, alterazioni dell’umore, indebolimento del sistema immunitario e aumento della pressione arteriosa.

Inoltre, esiste un rischio meccanico molto concreto: per la popolazione più anziana, i frequenti percorsi notturni verso il bagno, intrapresi al buio, in fretta e in uno stato di dormiveglia, aumentano esponenzialmente il rischio di cadute e fratture ossee, in particolare al femore.

Dalla diagnosi alle soluzioni

Il primo e più importante passo è vincere l’imbarazzo e parlarne con il proprio medico. La diagnosi spesso parte da uno strumento clinico a costo zero: il diario minzionale, un registro compilato dal paziente in cui annotare gli orari, il volume dei liquidi assunti e la quantità di urina prodotta.

A seconda dell’esito, le strategie variano:

Strategia comportamentaleL’effetto fisiologico
Limitare i liquidi seraliRiduce il volume di acqua che i reni devono filtrare nelle ore notturne.
Evitare alcol e caffeina a cenaPreviene l’effetto diuretico e la sovrastimolazione del muscolo vescicale.
Gambe sollevate nel tardo pomeriggioFavorisce il riassorbimento dei liquidi dalle caviglie prima di mettersi a letto, anticipando il lavoro dei reni.
Ridurre il sale a cenaUn eccesso di sodio trattiene i liquidi, costringendo il corpo a smaltirli in seguito.

Quando le norme igienico-comportamentali non bastano, l’urologo può ricorrere a soluzioni farmacologiche mirate: farmaci alfa-bloccanti per rilassare il collo vescicale e la prostata negli uomini, anticolinergici per calmare una vescica iperattiva, o farmaci a base di desmopressina per compensare la mancanza dell’ormone antidiuretico notturno.

Non condannatevi a notti insonni. La nicturia è una condizione medica ben definita e, nella stragrande maggioranza dei casi, gestibile e curabile. Recuperare il sonno perduto significa letteralmente ritrovare salute, sicurezza ed energia per vivere al meglio.

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01 Lug 2026