Alopecia psicogena da stress Somatizzazione dell’ansia del cuoio capelluto

 

Si sente parlare di caduta dei capelli e si pensa a un problema di tipo dermatologico o a un disturbo metabolico, in altre battute allo stress. Si sospetta che lo stress sia una possibile
causa della caduta dei capelli, sebbene non sia mai stata riscontrata una chiara evidenza sperimentale. La storia scientifica dell’ipotesi, che oggi chiamiamo somatizzazione dell’ansia e delle emozioni del cuoio capelluto, prende avvio nell’800 con Plumbe (1863), “Alopecia post-emozionale”, e con Duhring (1883) che prospetta che la “trofoneurosi” possa essere determinata da emozioni violente.
Secondo gli studi più recenti, questa reazione biologica dell’organismo allo stress coinvolgerebbe ipotalamo e ipofisi con conseguente rilascio di ormoni corticotropi che entrano in circolo no a
raggiungere, fra le altre, alcune delle cellule implicate nella formazione e alimentazione dei capelli:
cheratinociti, fibroblasti, cellule immunitarie e sebociti. L’influenza su questi ultimi spiegherebbe perché l’alopecia da stress si accompagna spesso alla produzione di sebo in eccesso a livello della cute dei capelli. L’alopecia psicogena è una particolare forma clinica di alopecia che si presenta con un diradamento diffuso, relativamente più marcato nella regione centrale dove la densità e la qualità dei capelli non conosce differenze tra fronte e vertice e nell’area compresa tra queste, la linea di attaccatura frontale è pressoché ben conservata. L’alopecia psicogena va ipotizzata ogni qualvolta manchi la familiarità per la alopecia androgenetica e per quella areata ed è dovuta alla cascata ormonale e di mediatori paracrini che si producono in seguito ad alterazioni provocate dallo stress. Negli ultimi anni, oltre al ruolo dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, sono state acquisite delle informazioni sul ruolo specifico della prolattina, del nerve growth factor Alopecia psicogena da stress Somatizzazione dell’ansia del cuoio capelluto a cura del dott. Pasquale Cozzolino( NGF), dell’ormone di rilascio della corticotropina (CRH) e della Sostanza P. Tali mediatori degli effetti dello stress provocano come risultato nale la degranulazione dei mastociti e di alcune classi di linfociti T, e la conseguente liberazione di sostanze che inducono apoptosi e inibizione della proliferazione dei cheratinociti del follicolo pilifero. Tali ormoni dello stress sono tipicamente vasocostrittori periferici (adrenalina e cortisolo) e il cuoio capelluto è la parte più periferica della circolazione sanguigna del corpo umano. La calvizie sarebbe notevolmente favorita dall autorizzazione dei capillari che nutrono il bulbo pilifero, con denutrizione cronica dello stesso e quindi atrofia del capello.
A differenza dell’alopecia areata, in cui la perdita di capelli procede per chiazze, l’alopecia da stress femminile si manifesta con il diradamento dei capelli diffuso su tutto il cuoio capelluto e soprattutto nell’area centrale che collega l’attaccatura frontale al vertice della testa. Negli uomini, oltre a un diradamento generale, emerge la stempiatura che avanza precocemente con il persistere o l’aggravarsi dei fattori scatenanti. È ovvio ma non banale che il miglior rimedio per l’alopecia da stress sia rimuo-
vere precisamente la fonte di stress che causa la perdita dei capelli. Si invita chi è colpito dal problema a trovare il modo di sottrarsi alla fonte di stress o a rivolgersi a uno psicoterapeuta se lo stress è generato da un disagio psicologico da risolvere interiormente. Purtroppo la rimozione della fonte stressante non è sempre possibile e la soluzione del disagio psicologico può richiedere tempi lunghi, a questo punto andarsi a un trattamento personalizzato diventa necessità.

 

a cura del dott. Pasquale Cozzolino