Embolizzazione della prostata, quali sono i vantaggi?

Embolizzazione della prostata, quali sono i vantaggi?

La Casa di Cura Andrea Grimaldi celebra un altro successo nel campo della radiologia interventistica, uno dei fiori occhiello della struttura grazie al lavoro del dott. Regine e della sua équipe. Con l’innovativa tecnica mininvasiva di embolizzazione della prostata, il centro di San Giorgio a Cremano si conferma un punto di riferimento nella Regione per tutti quei pazienti che preferiscono ridurre i rischi associati ai tradizionali procedimenti chirurgici per il trattamento delle neoplasie prostatiche.

 

Un paziente era da più di tre mesi portatore di catetere vescicale permanente, anemico, con insufficienza renale, cardiopatico, e in terapia con anticoagulanti: per questi motivi non aveva potuto sottoporsi all’intervento chirurgico classico della TURP (resezione della prostata per via uretrale). A distanza di 15 giorni dalla embolizzazione prostatica si è proceduto alla rimozione del catetere vescicale con ripresa della funzione vescicale; nel frattempo sono migliorati anche tutti i parametri relativi alla insufficienza urinaria.

Immediatamente evidente al controllo ecografico è apparsa la riduzione della volumetria prostatica. L’embolizzazione prostatica è una tecnica minimamente invasiva di recente introduzione: provocando un danno ischemico ghiandolare si determina una riduzione volumetrica ghiandolare; gli effetti sono contemporaneamente potenziati dalla riduzione dei recettori alfa 1 adrenergici con effetti miorilassanti della muscolatura liscia., effetto che determina un miglioramento dei problemi ostruttivi vescicali. L’efficacia di questo trattamento si manifesta soprattutto in ghiandole che abbiano raggiunto volumi superiori agli 80 grammi, con risultati che a distanza di 6-12 mesi sono quasi sovrapponibili a quelli della classica resezione della prostata per via uretrale (TURP), senza tuttavia averne le complicanze: bastano due giorni di degenza con immediato ritorno ai normali ritmi di vita immediati; in particolare in nessun caso si è registrato eiaculazione retrograda e riduzione della libido.

La procedura prevede la puntura dell’arteria femorale all’inguine, previa anestesia locale, e l’embolizzazione con particelle di PVA (alcool polivinilico) con il catetere posizionato direttamente nelle arterie prostatiche; è una procedura indolore, non prevede anestesia generale o sedazione; non si prevede cateterismo vescicale e la dimissione avviene nella giornata successiva.

Embolizzazione della prostata, quali sono i vantaggi?

Le complicanze riportate in tutti gli studi sono estremamente rare, nettamente inferiori a quelle di tutte le altre procedure. In particolare nessun rischio di emorragie precoci o tardive. Tutti questi aspetti stanno rendendo l’embolizzazione della prostata il trattamento maggiormente indicato in tutti i pazienti che all’efficacia terapeutica vogliano associare un minor rischio di complicanze. Infatti allo stato attuale tutte le Società internazionali di Radiologia interventistica e molteplici società di urologia (quale quelle portoghese, inglese e francese) la comprendono tra i trattamenti di scelta nella iperplasia adenomatosa della prostata, fortemente raccomandato nei pazienti con prostate voluminose che non si gioverebbero degli altri trattamenti minimamente invasivi.