Infezioni vaginali: sintomi e prevenzione | Andrea Grimaldi Medical Care

 

Quali sono i sintomi delle infezioni vaginali più comuni ?

 

Il prurito vulvare e vaginale, il bruciore, il dolore durante i rapporti, l’aumento delle secrezioni vaginali, spesso maleodoranti (“Fish odor”), alternato con momenti di secchezza vaginale, sono i sintomi fastidiosi che molto spesso affliggono la donna quando si manifesta una infezione che può colpire la parte interna della vagina o quella esterna dei genitali, tutto ciò altera il benessere intimo della donna. Una delle forme più frequenti è la vaginosi batterica spesso data da una proliferazione eccessiva di flora mista, Gardenerella, germi anaerobi o micoplasma che sostituiscono la flora Lattobacillare “buona”, producendo così una infezione di tipo misto, la cui caratteristica clinica è la presenza di secrezioni di colore biancastro o giallastro e la formazione di placche dense ed adese all’interno della vagina.
Altro agente patogeno responsabile molto di frequente dei fastidi vulvari e vaginali e la perdita del benessere intimo della donna è la Candida. Nel 90% dei casi è la Candida albicans, ma nelle forme croniche che possono durare mesi od anni è spesso presente la Candida Glabrata (6%). Le forme croniche di infezioni da Candida sono molto spesso attribuibili ad una alterazione della flora vaginale e alla così detta teoria della riserva intestinale, per cui la colonizzazione intestinale ed in particolare del retto da parte della Candida è presente in gran parte delle donne che presentano una forma cronica.

Quali sono i germi responsabili di queste infezioni?

 

Pertanto ci sono due principali tipi di infezioni vaginali, che vengono distinte in fungineebatteriche.

Le infezioni funginee, ossia a opera di funghi, sono provocate dalla Candida (Albicans o non albicans) e possono causare prurito, bruciore e perdite bianche granulari simili ricottose tenacemente adese alle pareti vaginali, che vanno ad alterare la flora vaginale residente, procurando anche secchezza vaginale e dolore durante i rapporti. Inoltre molto spesso la Candida è associata a delle lesioni satelliti che possono essere presenti attorno ai genitali esterni e si presentano come delle chiazze rosse , eritematose ed umidicce.
Le infezioni di tipo batterico sono sostenute da vari tipi di germi (Gardnerella, Escherichia coli ecc.) e sono accompagnate soprattutto da bruciore e da perdite giallognolo-verdastre, che possono esser più o meno maleodoranti.
Esistono anche infezioni causate da protozoi (come il Trichomonas) che spesso danno delle perdite vaginali maleodoranti di colore verdastro o con tracce ematiche, che peggiorano nella fase pre o immediatamente post mestruale, con fastidi anche urinari, che spesso sfociano in cistiti.
Da non dimenticare anche le infezioni virali come l’Herpes Genitalis, che però sono più rare delle precedenti, ma sempre diffuse e caratterizzate da intenso dolore localizzato.

 

Quali sono le principali cause di infezione vaginale?

 

Le cause predisponenti sono molto diffuse e frequenti nelle donne, in particolare l’assunzione di terapia antibiotica, soprattutto se inappropriata e non necessaria, è una delle principali cause che può determinare una insorgenza e diffusione delle infezioni batteriche e d Candida.
Anche le condizioni di stress psicofisico particolarmente intenso o di terapie cortisoniche può produrre un calo delle difese immunitarie producendo una prevalenza di germi patogeni all’interno della vagina.
Spesso sono presenti anche delle alterazioni intestinale, come la stipsi, che favorisce la diffusione di germi “cattivi” che possono produrre anche delle cistiti.
La persistenza di queste infezioni, anche per mesi o anni, altera in maniera radicale i lattobacilli, i cosi detti germi “buoni” che mantengono lubrificata la vagina ed impediscono l’ingresso di germi patogeni all’interno della vagina e/o della vescica.
Infine, un’infezione vaginale può nascere da situazioni di stress oppure con il sopraggiungere della menopausa. Quest’ultima condizione, infatti, determina uno squilibrio della flora vaginale, e quindi rende più vulnerabili.

Quali norme sarebbe opportuno seguire per prevenire il disturbo?

 

Seguire sempre una corretta igiene intima con acqua calda e un detergente, in particolare in quei casi in cui ci siano delle condizioni che possono abbassare le difese naturali: terapie antibiotiche, menopausa o l’aver avuto altre infezioni in precedenza.
È fondamentale agire sulle difese naturali, assumendo dei fermenti lattici, finalizzati a riequilibrare l’ecosistema vaginale ed in molti casi anche quello intestinale per prevenire le cistiti, molto spesso associate.
Pertanto è fondamentale debellare l’agente patogeno e riequilibrare l’ecosistema vaginale con terapie fitoterapiche per almeno 2 mesi per intensificare le difese immunitarie e stabilizzare la flora vaginale.

 

Cosa devo fare per risolvere il problema?

 

Una accurata visita ginecologica può diagnosticare il tipo di infezione ed il sospetto clinico può essere confermato dal tampone vaginale, non sempre il classico tampone vaginale colturale, cioè che fa crescere in coltura i germi qualora presente, è in grado di diagnosticare la presenza dell’agente infettivo. Spesso, per la bassa presenza dell’infezione, è necessario un tampone in PCR.
Pertanto è fondamentale diagnosticare con precisione l’agente patogeno, debellarlo, ma è altrettanto importante, per evitare la ricomparsa dell’infezione riequilibrare l’ecosistema vaginale con terapie fitoterapiche per almeno 2 mesi per intensificare le difese immunitarie e stabilizzare la flora vaginale.

 

dott. Carlo Rappa

 

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