Secchezza vaginale in menopausa: tutti i rimedi per combatterla

 

La secchezza vaginale colpisce una donna su tre. Questo problema non riguarda solo le donne in menopausa, ma talvolta anche le donne più giovani: ne soffrono infatti nel 30% dei casi le donne di età compresa tra i 20 e i 39 anni, nel 40% dei casi le donne di età compresa tra i 40 e i 49 anni.

Con il passare degli anni il corpo femminile subisce una serie di modificazioni che danno origine a livello vaginale ad una serie di disturbi associati alla riduzione degli estrogeni e degli altri ormoni sessuali.

La secchezza vaginale si verifica generalmente con la pre-menopausa e la menopausa; si possono manifestare anche dei cambiamenti anatomici come modificazioni delle piccole e grandi labbra, del clitoride, del vestibolo, della vagina, dell’uretra o della vescica. Questi cambiamenti possono essere associati a una serie di disturbi sia genitali sia sessuali che urinari molto fastidiosi per la donna, come la dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali), l’incontinenza urinaria, infezioni vaginali, dolore pelvico ecc..

A lungo le donne hanno accettato passivamente tali disturbi, oggi con l’aiuto delle terapie laser, fitoterapiche e riabilitative le donne possono finalmente risolvere o comunque attenuare tali disturbi e riappropriarsi della propria femminilità e di una qualità della vita soddisfacente anche durante la menopausa.

Ne parliamo con il dott. Carlo Rappa, specialista di ginecologia e uroginecologia del Gruppo Andrea Grimaldi Medical Care, che ci racconta tutti gli strumenti di prevenzione e cura dell’atrofia vaginale disponibili presso la Casa di Cura Andrea Grimaldi e nei Medical Center di Napoli in via Schipa e a Villa Haas, nel quartiere Vomero.

 

 

Quali sono le cause della secchezza vaginale?

La secchezza vaginale dipende dalla diminuzione degli ormoni sessuali, in particolare degli estrogeni. Questi, infatti, hanno il compito di mantenere un adeguato spessore e una buona elasticità del tessuto vaginale. Durante la pre-menopausa e ancor di più nella menopausa il calo progressivo degli estrogeni determina un assottigliamento della mucosa vaginale, diventando più sensibile, e un cambiamento del ph vaginale con un maggior rischio di sviluppare infezioni.

Che disturbi provoca?

– Disturbi urinari: maggiore frequenza e urgenza ad urinare, infezioni ricorrenti alle vie urinarie
– Disturbi sessuali: come fastidio o dolore in occasione dei rapporti sessuali (dispareunia) e mancanza di lubrificazione vaginale
– Disturbi genitali: come secchezza, prurito, bruciore, piccole perdite ematiche dovute a micro-abrasioni della mucosa vaginale

Come possiamo intervenire?
In un rapporto di fiducia e in un clima di dialogo tra il ginecologo e la donna sarà possibile esaminare e valutare tutte le possibilità che la medicina è in grado di offrire per trovare la soluzione migliore e più adatta ad ogni singolo caso.
E’ importante spiegare alla donna che esiste una soluzione e che la secchezza vaginale è una conseguenza della menopausa e del cambiamento ormonale ed è importante identificare precocemente la presenza di questa condizione per intraprendere il percorso più appropriato.

Le opzioni terapeutiche sono diverse, in particolare si possono riassumere:

Trattamenti non ormonali a base di acido ialuronico ed altre molecole non ormonali (SERM) sono utilizzati per attenuare la secchezza vaginale ed aumentare lo spessore dell’epitelio vaginale, responsabile della sintomatologia.
Terapia Ormonale Sistemica (TOS): l’assunzione degli estrogeni per via sistemica è indicata in casi selezionati
Terapia ormonale locale può essere somministrata sottoforma di compresse vaginali, ovuli, creme, gel o anello vaginale e normalmente sono necessari bassi dosaggi per trattare i sintomi vaginali utilizzando diversi tipi di estrogeni che forniscono un adeguato effetto a livello vaginale;
Terapia Laser/ Radiofrequenza/Elettroporazione (laser CO2 frazionato, laser a diodo): l’azione del laser stimola la rigenerazione dei tessuti vaginali con un meccanismo “foto-eutrofizzante”: i fibroblasti vengono indotti ad una maggior produzione di fibre collagene ed elastiche e di matrice extracellulare. Ciò porta ad un effetto di rimodellamento e di restringimento elasticizzante della vagina.